151 FEDERICO KOEN'IG. . [CAI'. VI.]
nel 1S29 la ditta aveva fabbricato cinquantuna macchina pei principali tipografi tedeschi. La fabbrica di Oberzell era ora in pieno sviluppo, e dava lavoro regolare a circa centoventi operai.
Seguì un periodo molto sfavorevole. Coni' era succeduto in Inghilterra, l'introduzione del torchio a macchina suscitò anche in Allemagua una grande ostilità fra i torcolieri. In alcune delle città principali in-dettaronsi per distruggerlo, e parecchi ne furono infranti per violenza e danneggiati irreparabilmente. Ma mal si potè arrestare il progresso ; la macchina tipografica era nata e doveva alla fin fine compier l'opera sua sì benefica all'uman genere. Tali congiure per altro produssero, per qualche tempo, un effetto disastroso : sgomentarono altri tipografi da commetter nuove macchine; e Koenig e Bauer si videro costretti a sospenderne, per molto tempo, la fabbricazione. Per dar lavoro ai loro operai impiantarono una cartiera secondo i più recenti perfeziouamenti, entrando terzo in società 1' editore Cotta di Stoccarda.
Non visse però il Koenig a goder dei frutti del suo studio, delle sue fatiche, dei suoi travagli; perciocché, mentre era in corso cotesta impresa della carta, e prima che risorgesse l'industria delle macchine tipografiche, egli ammalò e fu inchiodato nel letto con insonnia e mal di nervi; e non fu meraviglia. Un'infiammazione di cervello lo portò via il 17 gennaio 1S33; e questo buono, ingegnoso e mirabile inventore, fu così liberato per sempre da ogni cura e da ogni ulterior turbamento. Morì nella ancor verde età di cinquantott'anni, rispettato ed amato da quanti lo conobbero.
Il suo socio Bauer gli sopravvisse a continuare quell'industria per altri vent'anni, durante i quali la fabbrica d' Oberzell giunse alla sua maggior prosperità. I pregiudizi degli operai dileguaronsi a poco a poco, quando videro che la macchina tipografica, invece di scemare il lavoro, come paventavano, lo ac-