[CAP. VI.] SUOI MERITI COME INVENTORE. 167
bato la mia invenzione, tenti ora rubarmi la riputazione. > Se avesse fatto una risposta alle accuse mossegli, la si sarebbe potuta stringere in pochissime parole : < Quando giunsi in Inghilterra non vi si era mai vista una macchina tipografica a vapore; quando la lasciai, le sole macchine in attività eran quelle da me costruite. > Ma il Koenig non si prese mai la briga di difendere 1' originalità della sua invenzione in Inghilterra, ora che aveva finalmente abbandonato il campo ad altri.
Non vi può esser questione rispetto i grandi perfezionamenti introdotti nella macchina tipografica dal signor Applegarth e dal signor Cowper, dai signori Hoe e figli di Nuova York, e più tardi dall'attuale signor Walter del Times, i quali tutti hanno condotto 1' arte della stampa a macchina ad un grado straordinario di celerità e perfezione. Ma i meriti originali di un'invenzione non vogliousi determinare mediante il paragone della prima macchina coli'ultima, dopo circa sessantanni d'esperienza applicati a perfezionarla. Se la prima macchina a condensatore fatta a Soho, che vedesi ora nel Museo di South Kensingtou, si paragonasse, per simil guisa, con l'ultima macchina perfezionata per pompare fatta ieri, anche il grande Giacomo Watt potrebbe far la figura di un poverissimo meccanico. Sarebbe stato assai più leale paragonare la macchina da stampare a vapore del Koenig col torchio a mano per stampare i giornali eli' essa surrogò. Quantunque vi fossero macchine a vapore prima del Watt, e bastimenti a vapore prima del Ful-ton, e vaporiere prima dello Stephenson, non furonvi prima del Koenig torchi a vapore da prendere al paragone. Quello del Koenig fu indubbiamente il primo, e rimase senza pari e solo.
Il rimanente della vita del Koenig, dopo il suo ritiro in Germania, fu speso nell' industria, se non nella pace e nella tranquillità. Ei non potè non rimanere