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Inventori e industriali

Samuele Smiles (versione di Gustavo Strafforello)
Barbera Editore Firenze, 1885, pagine 372

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   XG16-
   FEDERICO KOENIG.
   [CAP. VI.]
   omise affatto il nome del Koenig. Il Meclianics Magatine, del settembre 1847, attribuì l'invenzione ai proprietari del Times, quantunque il signor Walter stesso avesse dichiarato che non gli spettava che il merito della < sola applicazione della scoperta ; > e il defunto signor Bennet Woodcroft, uomo per solito leale, nel suo capitolo introduttorio ai < Brevetti per le invenzioni relative all'arte della stampa » attribuisce il merito al brevetto di Guglielmo Nicholson (n. 174S), il quale, dio' egli, < produsse un' iutiera rivoluzione nel meccanismo dell' arte. > In altre pubblicazioni furono messe innanzi le pretese di Bacon c Donkin, mentre furono taciute quelle del Koenig. La succitata Memoria del signor Riccardo Taylor, nella Iiivìsta Filosofica, fu onesta e soddisfacente; e dovrebbe avere sciolta la quistione.
   Si può ancora soggiungere che Guglielmo Nicholson, il quale era un agente di brevetti che non faceva altro che prender brevetti tanto in nome proprio quanto in nome d'altri, fu la persona adoperata dal Koenig qual suo agente per fare i passi necessari a registrare la sua invenzione. Quando il Koenig lo consultò in proposito, il Nicholson osservò che < diciassett' anni prima egli aveva preso un brevetto per stampare a macchina, ma lo aveva poi abbandonato, credendo che non fosse fattibile ; e non 1' aveva più ripigliato. » In vero, le due macchine fondavansi su principii diversi ; e lo stesso Nicholson non affacciò mai alcuna pretesa alla priorità d'invenzione quando il buon successo della macchina del Koenig fu proclamato pubblicamente dal signor Walter nel giornale The Times, circa sett' anni dopo.
   Quando il Koenig, oramai stabilito in patria, ebbe contezza dei tentativi fatti in Inghilterra per impugnare i suoi meriti quale inventore, si contentò di dire al suo amico Bauer : « È veramente una troppo cattiva cosa che questa gente la quale mi ha già ru-