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Inventori e industriali

Samuele Smiles (versione di Gustavo Strafforello)
Barbera Editore Firenze, 1885, pagine 372

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ' [CAP. Vi ] È TRATTATO INDEGNAMENTE. 165
   fesa dei diritti di brevetto, questi rifiutò incisamente; e il Koenig sospettava che il suo socio si fosse persino indettato coi violatori del brevetto per divider con essi i frutti della pirateria.
   Fra queste circostanze parve al Koenig non gli rimanessero che due alternative. Una, incominciare una lite dispendiosa e lunga probabilmente, in difesa de'propri diritti di brevetto, avendo forse il suo socio Ben-sley per avversario; l'altra, abbandonare senz'altro la sua invenzione in Inghilterra ed andare a stabilirsi altrove. Scelse quest'ultima, e disse addio all'Inghilterra nell'agosto del 1817.
   Il signor Riccardo Taylor, altro socio nel brevetto, era un galantuomo, ma non poteva opporsi alla condotta del Bensley. In una memoria, pubblicata da lui nella Rivista Filosofica, « sull' invenzione e prima introduzione della macchina per stampare del signor Koenig, > in cui ascrive onestamente a lui solo il merito dell'invenzione, egli dice: « Il signor Koenig lasciò l'Inghilterra improvvisamente, disgustato della perfida condotta del Bensley, sempre gretto ed ingannatore, e di cui egli scoprì le macchinazioni per defraudare i suoi soci nella proprietà dei brevetti di tutti i vantaggi che se ne avevano a ritrarre. II Bensley, per altro, mentre distruggeva le speranze de' suoi soci, pregiudicava sè stesso, e, volendo impossessarsi di tutto, perde tutto, e fallì negli averi non meno che nel carattere.' >
   Il Koenig fu trattato indegnissimamente. I suoi meriti come inventore furono negati. Il 3 gennaio del 181S, dopo la sua partenza dall' Inghilterra, il Bensley pubblicò una lettera nella Gazzetta Letteraria in cui parlava del torchio a macchina come di roba sua senza dire una parola del Koenig. L'Enciclopedia Britannica, nel menzionare gli inventori della macchina tipografica,
   ' Riccardo Tatlor, membro Sella Società dallo arti, memoria nel IViilosophical Magatine, dell'ottobre 1S47, pag. 300.