XG4- FEDERICO KOENIG. [CAP. VI.]
Ma clic avvenne dei brevetti del Koenig? Furongli, in vero, di poco giovamento : essi promulgarono soltanto i1 suoi sistemi ed abilitarono altri meccanici ingegnosi ad appropriarsi i suoi congegni. Ora eh' era riuscito a far macchine che lavoravano, era facile a chiunque calcare le sue orme. Gli erano bisognati più di sei anni per inventare e costruire un torchio a vapore ; ma ogni buon meccanico, studiando semplicemente la sua descrizione ed esaminando la sua macchina in attività, poteva arrivare ai medesimi risultati in men di uua settimana.
I brevetti non lo protessero. Nuove specificazioni, portanti qualche modificazione od alterazione nei particolari, furono introdotte da altri inventori i quali presero nuovi brevetti. Nuove macchine per istampare furono costruite malgrado i suoi supposti diritti legali ; ed egli si trovò spogliato della ricompensa a cui aveva aspirato durante tanti anni lunghi e faticosi. Ben poteva ricorrere ai tribunali ; ma quando ne sarebbe uscito e in qual condizione?
Vuoisi anche aggiungere che il Koenig fu sfortunato col suo socio Bensley. Mentre l'inventore s'industriava a spinger la vendita delle sue macchine da stampa fra i tipografi di Londra, il Bensley; tipografo anch' esso, gli frapponeva ogni maniera d' ostacoli. Il Koenig opinava che il Bensley volesse riserbarsi il vantaggio esclusivo che il possesso della sua macchina a registro per la stampa delle opere gli conferiva su gli altri tipografi, abilitandolo a stampare più presto e più nitidamente di loro, procacciandogli così un vantaggio sopra di essi ne'suoi affari tipografici.
Quando il Koenig, ridotto alla disperazione, consultò gli avvocati intorno alla violazione del suo brevetto, gli fu risposto ch'egli poteva intentar processi con la quasi certezza di vincerli; ma occorreva, a tal uopo, un accordo perfetto coi soci. Quando perciò il Koenig imitò il Bensley a concorrer con lui nella di-