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FEDERICO KOEN'IG. .
[CAI'. VI.]
stare una nuova scoperta, se è benefica all' uman genere ; o d'imporla, se inutile. Farebbero perciò bene ad acchetarsi in un risultato che non possono cangiare; maggiormente riflettendo che vi sarà sempre lavoro bastante per la vecchia generazione dei torcolieri, prima che il nuovo metodo divenga d'uso generale, e non occorre allevar dei nuovi al mestiere ; ma noi li avvertiam seriamente di non travolger sè stessi e le loro famiglie in rovina, cascando sotto le leggi del loro paese. Fu sempre materia di grande soddisfazione per noi il riflettere che abbiamo affrontata e schiacciata una cospirazione ; e ci dorrebbe trovare 1' opera nostra compiuta a mezzo.
> Conviene disingannare il mondo sopra un particolare ; vale a dire, quanto al numero degli uomini licenziati. Noi infatti non impieghiamo che otto lavoranti di meno.; laddove più del triplo di tal numero fu impiegato per nn anno e mezzo a costruire la macchina. >
L' S dicembre seguente il signor Koenig indirizzò « al pubblico» una lettera nelle colonne del Times, in cui esponeva l'origine e il progresso della sua invenzione e della quale abbiam già citato alcuni passi. Dopo aver toccato dei suoi due ultimi brevetti, egli soggiunge: < Le macchine che stampano ora il Times e il Mail sono sul medesimo principio ; ma esse furono fatte pel fine particolare di un giornale di grande tiratura, dove quel che più importa è la celerità.
> Il pubblico comprenderà, non v' ha dubbio, che una nuova invenzione non fu mai sottoposta a sì duro cimento quanto la presente, per essere adoperata, nella sua prima pubblica introduzione, a stampar giornali, e sarà, confido, indulgente ai molti difetti nell' operare, quantunque nessuno di essi dipenda dal principio della macchina; e noi speriamo che, in men di due mesi, ogni cosa sarà corretta dalla maggior destrezza nel maneggio di essa, per quanto almeno sarà permesso dalla fretta nello stampar giornali.