[CAP. VI.] PIUMA MACCHINA TIPOGRAFICA. I53
breve nuove idee e condusse a renderla nien complicata e più potente.1 » Naturale! Niuna grande invenzione fu mai compiuta con un solo sforzo. Sarebbe stata una cosa strana che il Koenig fosse rimasto sod-. disfatto col suo primo tentativo. Non era infatti che un esordio, ed egli proseguì naturalmente a perfezionar la sua macchina. Ci vollero al Watt più di vent' anni per elaborare la sua macchina a vapore condensante, e d'allora in poi, mercè la perfezione degli strumenti automatici, fu grandemente perfezionata. Anche la potenza del piroscafo e della vaporiera, non meno clic di tutte le altre invenzioni, fu sviluppata dai continui miglioramenti di uua legione d'ingegneri meccanici.
L' esperimento del Koenig non fu che un comin-ciamento, ed egli tirò innanzi a perfezionar la sua macchina. Quantunque la macchina del Koenig fosse poi ripigliata e perfezionata, tuttavia non gli parve sufficientemente semplice nel suo assetto da essere acconcia all' uso comune, e non 1' aveva appena compiuta che già andava maturando nella mente il disegno di una seconda macchina, sopra un nuovo principio, col fine di ottenere una maggior celerità, più economia e semplicità.
In quel mezzo altri ben noti tipografi di Londra, i signori Taylor e Woodfall, eransi uniti al Koenig e al Bensley nella loro società per la costruzione e la vendita delle macchine tipografiche. L'idea che occorse ora al Koenig era di adoperare un cilindro invece del piano per l'impressione dei tipi, e di collocare il foglio intorno al cilindro facendo esso con ciò, come dire, parte della periferia. Fin dal 1790 certo Guglielmo Nicholson aveva preso un brevetto per una macchina da stampare « su carta, tela di lino, cotone, lana, ed altre materie « per mezzo di « ceppi, forme, tipi, lastre ed originali, > che dovevano essere
! Lotterà del Koenig- nel Times doll'S dicembre 1814.