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GUGLIELMO SfUItDOCK.
[CAP. T.]
< produzioni di un giovine artista che sta por entrare nell'anno ottantesimo terzo dell'età sua! > La macchina rimase però incompiuta alla sua morte ed è un fatto notabile che fa l'unica opera incompiuta del Watt.
Il principio di cotesta macchina era di far correre da una parte una guida attorno al busto od alto rilievo da copiare, e guidare dall' altra parte uno strumento tagliente, o trapano, operante sull'alabastro, l'avorio, o gesso da scolpirsi. La macchina lavorava, come dir, con due mani, una che tastava il modello, l'altra che tagliava il materiale nella forma voluta. Molte nuove modificazioni erano necessarie per compiere quest' apparato ingegnoso, e il Murdock era sempre pronto a prestare la sua pili valida coopcrazione al vecchio amico e maestro. Abbiam veduto molte lettere originali del Watt al Murdock chiedenti aiuto e consiglio. In una di esse, scritta nel 1S0S, il Watt dice: «Ho richiamato in vita un'idea, la quale, se . corrisponde, surrogherà l'armatura e l'albero ritto della macchina di riduzione; ma di ciò a miglior agio quando ci rivedremo. Frattanto sarà conveniente attenerci per ora all'armatura ec,, finché veggiamo come corrispondono le altre modificazioni. > In un' altra lettera egli dice: < Ho fatto un Cicerone senza pieghe — e i vari segmenti combaciano esattamente. L'innesto dei trapani nell' albero mediante un assottigliamento di uno in sei farà buona prova. Sono saldi perfettamente e non si sviteranno così facilmente. Quattro guide-pulegge faranno l'effetto, ma ce n' ha da essere un paio per l'altra estremità e lavorar con una mano sola, poiché la parte ritornante è sempre tagliata su qualche parte od altra dell'armatura. >
Coteste lettere erano scritte alle volte la mattina, alle volte il mezzodì ed alle volte di notte. tJna gran parte del carteggio tratta delle pulegge, le quali pare non corrispondano al principio. « Ho fatto scorrere (dice il Watt in una occasione) più facilmente le ta-