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Il Vagabondo delle Stelle

Jack London
Bietti Milano, 1946, pagine 311

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Il VAGABONDO DELLE STiSLLE
   §309
   in giuoco il suo pane. Se realmente fossi morto, sarebbe forse stato licenziato, e la prospettiva di andare ad aumentare il numero dei disoccupati è oggi molto amara...
   M'hanno portato la mia piccola colazione. Sembrerà idiota, ma io l'ho mangiata con gran gusto. Il direttore m'ha offerto personalmente un litro di whisky.
   L'ho ringraziato, e gli ho risposto che ne faccia dono, da parte mia, al reparto degli assassini. Povero direttore! Egli teme, se io non sono ubbriaco, che dia in smanie e turbi la cerimonia, e che gli rivolga, davanti ai reporters, dei rimproveri sulla sua prigione.
   Mi hanno messo una camicia senza colletto...
   Sembra che io sia diventato improvvisamente un personaggio importante. È incredibile, quanta gente s'interessa di me...
   Il dottore è uscito adesso. Gli ho chiesto che mi tastasse il polso. Le pulsazioni sono normali.
   Butto, a caso, queste righe sulla carta. Foglio ner foelio. esse escono dalle mura della prigione,
   ù calmo di questa prigione. Ho i aria u un ragazzo pronto ad intraprendere un viaggio. Ho fretta di andarmene, sono curioso dei paesi nuovi che 'debbo vedere. Perchè avrei paura della morte, io che, così spesso, sono entrato nelle tenebre della morte volontaria, per poi riuscirne subito?
   Il direttore, invece del litro di whisky, m'ha inviato una bottiglia di « champagne ». L'ho mandata al reparto degli assassini. Quanti riguardi, per me, in quest'ultimo giorno! Strano! Questi uomini che stanno per uccidermi, mi pare che sieno spaventati della mia morte. Tengono a mettersi in regola colla loro coscienza ed io debbo sembrar loro