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Il Vagabondo delle Stelle

Jack London
Bietti Milano, 1946, pagine 311

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   il vagabondo delle stelle
   307
   stato raccontato. Anche lui, non ha avuto paura della morte.
   Giunta la sua ultima mattina, e terminata la piccola colazione, quando già aveva la camicia senza colletto, i « reporters » furono introdotti nella sua cella, curiosi di raccogliere le sue ultime parole. Ascoltate come li mistificò.
   Siccome gli domandavano che cosa ne pensasse della pena di morte (fare una domanda simile ad un uomo che sta per morire e che si vedrà morire, è una bella sfacciataggine!), egli, burlone com'era sempre stato in vita sua, rispose:
   — Signori, io penso di vivere abbastanza per vederla, un giorno, abolita...
   Dopo le mie innumerevoli esistenze, posso affermare che, dalla creazione del mondo, la barbarie umana non ha fatto un passo verso il progresso. Nel corso dei secoli, l'abbiamo soltanto rieoperta con una leggera vernice; nient'altro.
   « Non uccidere! » ha proclamato la Legge Divina. Storiai... La prova si è che domattina sarò impiccato. Negli arsenali di tutte le nazioni si costruiscono, a quest'ora, dei cannoni e delle corazzate, « dreadLnoughts » e « superdreadnoughfs », e mille
   raffinati strumenti,.......destinati ad uccidere. « Non
   ucciderai! » Che razza di bluff!...
   Le nostre donne, nell'Età della Pietra, erano più virtuose di quelle d'oggi. Non mangiavano dei cibi avvelenati da uno sfrontato mercantilismo. Le figlie dei poveri non erano condannate, per vivere, alla prostituzione: questa piaga era sconosciuta.
   Vi ho raccontato quello che, al principio del ventesimo secolo dopo Cristo, ho sofferto nella mia cella, e tutti i tormenti della camicia di forza. Mai, nei secoli passati, ho conosciuto dei tormenti simili.
   Noi siamo altrettanto selvaggi quanto i nostri