XXVIII.
CHI SARO' QUANDO RINASCERÒ'?
Ho avuto ora una conversazione con la Guardia della Morte, che è di servizio. Egli ha conosciuto Oppenheimer, che occupava questa stessa cella, un anno fa, prima d'andare al patibolo, come farò io.
E un vecchio soldato. Mastica continuamente tabacco, come dimostrano i suoi baffi e la barba giallastra, E vedovo, con quattordici figli vivi, tutti sposati; è nonno di trentun nipoti viventi, e bisnonno di quattro ni potine.
Ho potuto ottenere queste informazioni con gran difficoltà; gliele ho estratte con tanta fatica eome se avessi dovuto estrargli un molare.
E un rustico, di scarsissima intelligenza. Non è mai stato tormentato dai problemi dello spirito. Ed è per questa ragione, senza dubbio, che è vissuto così a lungo e che, senza preoccuparsi, ha messo al mondo tanti figli.
A trent'anni tutte le sue idee dovevano già essere cristallizzate. Il mondo gli è indifferente. Di solito,
Il vagabondo delle stelle.