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Il Vagabondo delle Stelle

Jack London
Bietti Milano, 1946, pagine 311

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   IL VAGABONDO DELLE STELLE
   303
   Sta di fatto, che io ero un condannato a vita, e che, per un condannato a vita che trascende a vie di fatto, la legge di California prevede come castigo la pena di morte. Così fui dichiarato colpevole e condannato all'estremo supplizio. Legalmente, i giudici non potevano tener conto delle sole affermazioni di Thurston, ma ad esse si aggiunsero quelle di altri cani da guardia della prigione, che non si fecero scrupolo di accusarmi. La sentenza era dunque inevitabile.
   Durante tutto il tragitto che dovetti percorrere in senso inverso per tornare nella mia cella, e specialmente, salendo la vertiginosa scala, fui gentilmente tempestato di colpi, tanto da Thurston quanto dal nugolo di suoi aiutanti, accorsi a prestargli man forte. Piovevano pugni, schiaffi e calci da tutte le parti.
   Se il naso di Thurston ha veramente sanguinato, — ciò che mi guardo bene dall'affermare, — dovette essere, probabilmente, durante la mischia, per opera d'uno di quegli accoliti troppo zelanti, che picchiavano a dritto ed a rovescio. Ma il pre-
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