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Il Vagabondo delle Stelle

Jack London
Bietti Milano, 1946, pagine 311

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Il VAGABONDO DELLE STiSLLE
   §301
   Segai dunque queste sbarre. Per ciascuna di loro, cioè per un taglio in alto ed un altro in basso, adoperai un ago. E ogni taglio mi occupò un mese di lavoro. Mi occorsero dunque, in tutto, otto mesi, per aprirmi un passaggio. Disgraziatamente, spezzai il. mio quarto ago sull'ultima sbarra, prima di aver terminato, e mi occorse attendere tre mesi ancora, prima di procurarmi il quinto ago. Finalmente, terminai la mia opera, e riuscii ad uscire.
   Avevo calcolato tutto. Avevo la certezza d'incontrare Cecil Winwood nel refettorio, all'ora della colazione. Attesi dunque il momento in cui « Faccia di torta », a mezzogiorno, prendesse servizio. Questo guardiano, come sapete, era quello che dormiva sempre. Faceva caldo, ed egli non tardò a russare. Finii di far saltare le mie sbarre e sgusciai attraverso il finestrino, comprimendomi fortemente, operazione a cui la camicia di forza m'aveva abituato Dopo di che, passai davanti a « Faccia di torta », raggiunsi l'estremità del corridoio, e mi trovai libero... nella prigione.
   Ma allora avvenne la sola cosa che non avevo previsto. Da cinque anni ero rinchiuso nella mia cella di segregazione. Ero spaventosamente debole. Il mio peso era sceso a sessantaquattro libbre. I miei occhi erano quasi ciechi.
   Improvvisamente, trovandomi fuori, fui colpito da agorafobìa. Lo spazio che mi circondava mi spaventò. Cinque anni in quella stretta gabbia, mi avevano reso incapace di scendere la pendenza vertiginosa della scala che mi s'apriva dinanzi.
   Tuttavia tentai, e vi riuscii; Fu l'atto più eroico che abbia mai compiuto in vits mia. Arrivai così ad uno dei cortili in oasso della prigione.
   Il cortile, a quell'ora, era deserto. Il sole abbagliante vi dardeggiava i suoi raggi. Per tre volte, tentai di attraversarlo., Ma la testa mi girava, ed io