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Il Vagabondo delle Stelle

Jack London
Bietti Milano, 1946, pagine 311

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   XXVII.
   UN PIPISTRELLO NELLA LUCE.
   Il tempo che mi resta da vivere è ormai troppo breve! Questo manoscritto, del quale sono alle ultime pagine, uscirà di contrabbando dalla prigione, per cura di un uomo fidato. Esso andrà nelle mani di un'altra persona, nella quale pure ho piena fiducia, e che provvederà a pubblicarlo.
   Non sono più nel reparto ordinario degli assassini, ma nella Cella della Morte, dove sono stato trasferito.
   Hanno posto vicino a me, per sorvegliarmi, la guardia della Morte. Essa veglia, notte e giorno, senza allontanarsi, e la sua funzione paradossale è quella di assicurarsi che non attento ai miei giorni. Devo essere conservato in vita, per la forca. Altrimenti il pubblico sarebbe ingannato, la legge frustrata, e il direttore di questa prigione avrebbe una nota di biasimo, perchè il suo primo dovere è quello d'aver cura che i condannati a morte sieno debitamente e regolarmente impiccati. Ci sono degli uomini, — li ammiro, — che hanno un mezzo singolare di guadagnarsi la vita.
   Questa seduta, in cui scrivo, è l'ultima. L'ora è