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JACK LONDON
Stella polare, Ercole, Vega, il Cigno, Cefeo, non erano una volta dove sono oggi. Soltanto la donna rimane, immutabile nell'Eternitą.
Essa č l'amante ed č la madre, che cova i suol figli, come la pernice, sotto le sue ali. Essa č Cleopatra ed Erodiade, Ester e la Vergine Maria, e Maria Maddalena. Č Brunilde e Isotta, Giulietta ed Eloisa, Eva ed Astarte.
E sempre, nelle mie innumerevoli vite, l'ho follemente amata. In questa cella, dove attendo che mi si venga a prendere per impiccarmi, rivedo chinarsi sul mio giaciglio, Igar, la donna selvaggia, e Lady Om, insieme alla quale trascinai per quarantanni un'esistenza da mendicante, sulle strade della Corea; e Miriam, che pretendeva ch'io tradissi il mio giuramento a Roma; e la madre del piccolo Jesse, assediata con me dai Mormoni, nel cerchio dei nostri quaranta carri, poi massacrata a tradimento nelle « Praterie delle Montagne ». ~ Molto spesso, nelle mie esistenze passate, ho ucciso, per possedere la donna che amavo, ed ho celebrato le mie nozze nel sangue caldo.
E se sono qui, in questa cella d'infamia, io, Dar-rell Standing, aspettando la morte alla quale m'ha condannato la legge, č ancora perchč ho amato!
Non č stato per nulla, nč per mio piacere, che ho ucciso il mio collega, il professore Haskell, nel suo laboratorio dell'Universitą Agraria di California. Egli era un uomo, come me. E fra noi due, c'era una bella donna, che io amavo; che amavo con tutta l'ereditą d'amore ch'era in me, dall'epoca del caos urlante e tenebroso, in cui l'uomo e l'amore non avevano ancora assunto una forma...
Ed ho ucciso il professore Haskell, come avevo straziato, nel trabocchetto coperto di fronde, il vecchio « Dente di sciabola », che, nell'Etą del Bronzo, pretendeva disputarmi Igar.