Stai consultando: 'Il Vagabondo delle Stelle ', Jack London

   

Pagina (289/312)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (289/312)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Il Vagabondo delle Stelle

Jack London
Bietti Milano, 1946, pagine 311

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Progetto OCR]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Il VAGABONDO DELLE STiSLLE
   §289
   dalla mia scatola cranica! Potevo credere che addirittura se ne fosse partito. Invece, era soltanto smarrito. Un mattino, mentre non ci pensavo più discese da se stesso nel mio cervello, sulla punta della mia lingua. « Stacy... » mi misi a dire a voce alta. « Giuseppe Stacy »... Era il famoso nome! C'è un mucchio di gente, lo ripeto, che conoscono queste due cicatrici. Te ne avranno parlato, non so dove nè come.
   Oppenheimer era tuttavia un uomo straordina- • riamente onesto e scrupoloso. Ascoltatemi bene.
   La notte seguente, mentre cominciavo ad assopirmi, intesi che batteva i soliti colpetti. Mi diceva :
   — Una cosa mi turba, professore. Tu hai dichiarato di avermi visto muovere, fra le dita, uno dei miei denti che scrollava... Qui, veramente, non so più che cosa dire... E una settimana appena, che quel dente ha cominciato a scrollarmi, e non l'ho ancora detto a nessuno!
   Il vaaabondo delle steli*