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Il Vagabondo delle Stelle

Jack London
Bietti Milano, 1946, pagine 311

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Il VAGABONDO DELLE STiSLLE §283
   — Siete ubbriaco, direttore! State attento a non parlare cosi, in presenza dei vostri guardiani! Questi cani da guardia della prigione, un giorno o l'altro, vi tradiranno e racconteranno tutto. Allora potrete avere dei fastidi...
   Il vino gli salì alla testa, tanto che perdette ogni controllo su se stesso.
   Méttetegli una seconda camicia di forza! —ordinò. — Un'altra camicia sopra la prima! Creperai, canaglia... Ma non qui... All'infermeria, secondo il regolamento. All'infermeria, dove ti porteranno prima del tuo ultimo respiro, e da dove partirai per il cimitero!
   Il suo comando fu eseguito; e, sulla mia prima camicia di forza, me ne fecero indossare una seconda, messa alla rovescia, questa, cioè, col petto sulla mia schiena ed allacciata davanti.
   Io sogghignai:
   — Che interesse prendete alla mia salute, direttore! Il freddo è vivo e pungente... Vi ringrazio di pensare a tenermi caldo. Due camicie! Ci starò ancora meglio.
   — Stringete! Stringete più forte! — urlò. — Mettetegli il piede sul ventre. Spezzategli le ossa!
   Hutchins fece del suo meglio. Il direttore era diventato livido. Ebbe un ultimo accesso di rabbia folle :
   — Ah! ah! Hai cercato di mentire, con quei signori! Di raccontare delle falsità a mio riguardo! Ora ci sei! M'intendi bene, Standing; stavolta creperai
   Volli rispondere. Ma la compressione che subivo era realmente terribile. Sentivo il mio cervello smarrirsi. I muri della cella mi giravano intorno, inclinandosi sopra di me, come per schiacciarmi. Ebbi ancora la forza di mormorare :
   — Direttore... una terza camicia... una terza, ve