Il VAGABONDO DELLE STiSLLE
§277
racconto di questa esistenza, rivissuta da me nella camicia di forza della prigione di San Quintino, aggiungendo che mi sono spesso domandato, risvegliandomi nella mia cella, se Daniele Foss aveva mantenuto la sua promessa di depositare il suo remo al Museo di Filadelfia.
E difficile per un prigioniero, sorvegliato com'ero io, comunicare col mondo esterno. Tuttavia, un giorno, affidai ad un guardiano una lettera che avevo scritto, a questo proposito, al Conservatore del Museo di Filadelfia. La lettera non giunse a destinazione, malgrado le promesse che m'erano state fatte.
Ma venne un giorno, in cui, per uno strano de-, stino, Edoardo Morrell, terminato il suo castigo della segregazione, fu, per la sua esemplare condotta, nominato uomo di fiducia della prigione. Gli rimisi un'altra lettera, che ebbe maggior fortuna. Ecco la risposta che ricevetti, e che Morrell mi rimise di nascosto :
(c In questo Museo si trova infatti un remo come • i< quello che voi descrivete. Pochi lo conoscono, perii chè non è esposto nelle sale destinate al pubblico. « Io stesso, che occupo questo posto da diciotto anni, « ne ignoravo l'esistenza.
« Dopo aver consultato i nostri antichi registri, ho « trovato una nota intorno a questo remo, che ci « era stato offerto da un certo Daniele Foss, oriundo « di Elkton, nello Stato del Maryland, nell'anno « 1821. Dopo lunghe ricerche, riuscii a trovare que-« sto oggetto, in un solaio adibito a ripostiglio. Le « incisioni e le iscrizioni sono intagliate nel legno, « esattamente come voi me le descrivete.
« Ho pure trovato, nei nostri archivi, una rela-« zione che c'era stata data dallo stesso Da-« niele Foss, e che era stata scritta da lui e pubbli-