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Il Vagabondo delle Stelle

Jack London
Bietti Milano, 1946, pagine 311

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   256 JACK LONDON
   i suoi colpi m'erano dolci. Allora cessò di lottare; e diventò fredda e inerte. E compresi che colei che stringevo non mi amava più. Fra le braccia, avevo soltanto il suo cadavere.
   Lentamente, disserrai la mia stretta. Lentamente, ella indietreggiò, e sollevando le cortine della porta, scomparve.
   Tali sono i fatti dei quali io, Ragnar Lodbrog, affermo, con semplicità e lealtà, d'essere stato testimone. Così come li ho raccontati adesso, li riferii a Sulpicio Quirino, inviato di Roma in Siria, verso il quale fui poi mandato da Ponzio Pilato, per metterlo al corrente degli avvenimenti che s'erano svolti a Gerusalemme.