VI.
« SAMARIA! »>.
Il fanciullo, la cui anima non è stata ancora tormentata dalla vita, possiede, al massimo grado, la facoltà di dimenticare. Nell'uomo, poter dimenticare è il segno di uno spirito sano e padrone di sè, mentre l'ossessione di questo o di quel ricordo è indizio d'un cervello squilibrato. Ecco perchè, nella mia cella, mi sforzavo, prima di tutto, di annullare la mia sofferenza e i miei rancori. Per questo, giocavo colle mosche o facevo con me stesso delle partite a scacchi, o conversavo colle dita.
Ma non dimenticavo che in parte. Altri ricordi più lontani, come ho detto, risalivano continuamente in me. Erano quelli d'altri tempi e d'altri luoghi, di cui la mia infanzia aveva conservato memoria. Questi ricordi incoscienti dì un essere nato da poco tempo, meritano forse d'essere eliminati, come se non avessero nessun significato? O non sono essi un residuo prezioso, chiuso nei lobi del cervello, come il condannato nella sua cella?
Si son visti dei condannati, graziati, risuscitare in vita ed alzare di nuovo gli sguardi verso il sole. Allora, perchè questi ricordi infantili non po-