Però i gravi inconvenienti che l'accompagnano, gli errori notevoli, le contestazioni numerose di cui è madre all'atto pratico, ci fanno intravedere rton lontano il giorno in cui la vecchia pistola andrà a tener compagnia agli archibugi e ai moschetti a ruota o a serpentino del secolo XVI.
D' ora in poi la rivoltella deve compiere, rispetto alla pistola, la stessa evoluzione della sciabola verso la spada; con la differenza però che la spada è rimasta sempre l'arma eminentemente cavalleresca nel duello, mentre la pistola dovrà scomparire del tutto.
La rivoltella, entrata da alcuni anni nelle abitudini dei gentiluomini e quasi nel dominio del pubblico, non tarderà ad essere annoverata tra le armi cavalleresche. Però è necessario che sia prima lungamente studiata e discussa dai trattatisti di cose cavalleresche, perchè se l'adozione della rivoltella può recare molti vantaggi, porta con sè non pochi difetti, specialmente nel tiro.
Non sarebbe male, intanto, che qualcuno più esperto di noi in cose cavalleresche e in armi da fuoco, si accingesse allo studio della rivoltella, modello 1870, adottata dal nostro Esercito o di altra di calibro più piccolo, come arma di duello.
I vantaggi che dall'adozione della nuova arma per il duello si potrebbero ricavare sono molti e considerevoli.
Innanzi tutto la serie d'inconvenienti che concernono il peso, la qualità e le dimensioni delle armi e dei proiettili, e quelli più seri del caricamento delle vecchie pistole sarebbero eliminati. In tal guisa, non solo sarebbe ridotta la responsabilità dei padrini verso i loro rappresentanti, ma i colpi mancati non si attribuirebbero più a l'inesperienza di chi collocò la capsula sul luminello, o alla cattiva qualità di quella 0 della polvere, scelte ed esaminate dai testimoni.
Si eviterebbe di sospendere ogni due colpi il combattimento per riarmare i duellanti 0 ricaricare le armi, e non si correrebbe il rischio di prolungare il duello alla pistola per qualche ora, con quale vantaggio delle parti è facile indovinarlo.