farà loro montare i cani, quindi, avvertendo gli avversari di tenere l'arma con la bocca rivolta verso il suolo, si porterà al suo posto, darà una rapida occhiata sulla posizione reciproca dei tiratori e domanderà loro ad alta voce « Sono pronti? » Alla risposta affermativa dei due avversari comanderà « Fuoco ! » facendo seguire senza interruzione il comando dall'enumerazione delle battute sulla mano i uno, due, tre. »
Al comando preparatorio « Sono pronti?» i combattenti tengono l'arma immobile e rivolta al suolo limitandosi a rispondere sì o no.
Appena che il comando » Fuoco! » è stato pronunciato, portano l'arma davanti all'occhio e mirano per esser pronti a sparare al comando « tre! »
Tirare dopo la terza battuta costituisce una~ grave infrazione alle regole cavalleresche, che espone un gentiluomo ad essere giudicato dal Tribunale correzionale come un volgare assassino.
Nel duello alla pistola a comando i colpi mancati o sfuggiti si devono considerare come fatti.
Il duello con fuoco a comando è il più pratico e razionale, purché si adotti il tiro successivo per avere un morto o un ferito invece di due e non si pretenda che il colpo parta alla terza battuta di mano, sibbene prima che il Direttore dello scontro abbia pronunciato il « tre! »
Si eviterebbe così di pretendere un'eccessiva attenzione ai comandi di chi dirige, con grave danno del tiro, e non esporrebbe al pericolo di commettere un assassinio coloro i quali non sanno dominare i propri nervi.
Sarebbe utile per tutti concedere la facoltà di far partire il proprio colpo nell'intervallo tra il comando di « Fuoco!» e «tre!» I buoni tiratori scattano 1* arma al comando « due! » e quasi sempre con successo.
Ci si opporrà che la detonazione di chi spara per il primo trascina l'avversario a far par tire subito dopo il suo colpo, che, precipitato, facilmente andrà a vuoto; ma tale inconveniente sarà eliminato adottando il tiro successivo.