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DUELLO ALLA PISTOLA
gioni speciali i testimoni reputino più conveniente affidarne la decisione alla sorte.
Come per tutti i duelli, le pistole devono essere sconosciute ai due antagonisti ed appartenere allo stesso paio. I. duellanti sono armati di una sola pistola.
Prima di armare gli avversari e condurli al rispettivo posto, colui che dirige il combattimento avrà cura di rammentare loro che dopo averli interrogati se sono pronti a cominciare e dopo che hanno armato il cane darà il comando « fuoco 1 » facendolo seguire da tre battute di mano.
Alla prima battuta porteranno l'arma nella posizione di punt, nè potranno far fuoco prima della terza. Alla terza battuta faranno fuoco istantaneamente e simultaneamente.
Prima di andare più oltre ci si permetta alcune osservazioni sull'uso di tali prescrizioni.
Sarebbe nostro desiderio vedere abolito il tiro simultaneo perchè, come dicemmo poco sopra, espone inutilmente due gentiluomini ad essere colpiti, mentre adottando il tiro successivo non si avrebbe che un solo ferito e si raggiungerebbe egualmente lo scopo del duello.
L'intervallo tra ciascuna battuta dovrà essere costante e può variare da uno a due secondi.
Il diritto di dare il segnale costituisce un vantaggio molto sentito per la parte a cui spetta (i).
Secondo il nostro debole modo di vedere, un tal diritto è di esclusiva pertinenza dell'offeso, per cui si sceglierà per dirigere lo scontro quello dei suoi testimoni che è più anziano o più pratico delle cose cavalleresche. Questi è sempre da preferirsi. In caso di offese reciproche si ricorrerà alla sorte.
Condotti al loro posto i duellanti, il Direttore del combattimento
(i) Il testimone di un cliente poco esperto che ha di fronte un abile tiratore come avversario potrebbe paralizzare la valentia del nemico dando il comando di uno, due, tre, molto rapidamente. Al contrario, il testimone del buon tiratore darebbe il comando più lento per dare agio al proprio cliente di trarre \an-taggio dalla propria valentia.