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Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana

Iacopo Gelli
Loescher & Seeber Firenze, 1886, pagine 192

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DUELLO ALLA PISTOLA
   Vili <
   Duello da piè fermo
   I — Mirando a tiro sdccessivo
   Scelto il terreno, i testimoni segnano sul suolo i posti dei duellanti ad una distanza tra loro che non può eccedere i 25 metri, nè essere inferiore a 12.
   Guardino bene i testimoni di non collocare alcuno dei combattenti'davanti ad un albero o altro oggetto che possa guidare la mira dell'avversario; ovvero, su d'uno sfondo libero in mezzo al quale spiccando la figura del duellante, può essere facilmente preso di mira e colpito.
   Divideranno coscienziosamente tra i due antagonisti gli svantaggi del vento e del sole, come abbiamo detto precedentemente.
   Condotti i duellanti al loro posto (la scelta del posto spetta sempre all'offeso) si consegneranno loro le armi e colui che. dirige il duello rammenterà loro i diritti e gli obblighi e ritiratosi, darà il comando A loro/
   A questo comando l'offeso, o colui che fu designato dalla sorte a sparare per primo, monterà il cane e verrà alla posizione di punt.
   Sulla mira non potrà rimanervi oltre dieci secondi, trascorsi i quali sarà comandato l'Alti A questo comando si dovrà rivolgere la bocca dell' arma verso il suolo e, se anche non fu fatto partire, il colpo sarà considerato come fatto.
   Anche dopo YAlt! colui che ha tirato 0 che doveva tirare potrà conservare la sua posizione di punt, con il cane sulla tacca di si-
   (1) Per questo intiero capitolo abbiamo tratto grande vantaggio da una traduzione inedita, fatta dieci anni or sono, del Codice cavalleresco dello Chateauvil-lard dal Conte Eugenio Michelozzi Giacomini.