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Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana

Iacopo Gelli
Loescher & Seeber Firenze, 1886, pagine 192

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   17 0 DUELLO ALLA PISTOLA
   
   percossa o ferita il diritto di servirsi delle proprie armi. In tal caso i padrini della parte lesa devono presentare le pistole prima alla parte avversaria, perchè ne scelga una, e l'altra al loro cliente.
   L'offensore dal canto suo può non riconoscere questo diritto all'offeso e a sua volta presentare un paio di pistole proprie, che alla loro volta possono essere respinte dall'avversario.
   Tra proposte e rifiuti si perde così un tempo preziosissimo e si finisce quasi sempre col concedere ai duellanti di tirare ciascuno con la propria arma!...
   In tal caso non è necessario che le pistole appartengano allo stesso paio e si tollera una differenza di lunghezza fra le due canne non eccedente i tre centimetri.
   Scelte le armi vengono presentate ai testimoni dell' avversario per essere sottoposte al seguente esame.
   Si constaterà che sieno eguali nel peso, nella forma, nel calibro e Isella lunghezza della canna.
   Dietro l'unanime accordo delle parti le pareti interne delle canne Potranno essere rigate. La rigatura aumenta straordinariamente la Sìvistezza di tiro, benché, sbavando la superficie del proiettile, le ferite ct»e ne derivano prendano un carattere di gravezza loro speciale.
   Il mirino dovrà essere fisso e ben disposto sull'asse della canna e non ad anello mobile.
   <ìli acciarini delle pistole non devono avere uno scatto troppo facile, troppo duro. In ambedue i casi si manifesteranno inconvenienti. NTel primo il colpo potrebbe partire prima che il tiratore abbia di-la linea di mira sull'avversario, nel secondo, dovendo fare uno &^    Le canne delle armi devono essere accuratamente pulite nell'infimo, i luminelli non otturati e il meccanismo presentare un'eguale ^cilità di scatto.