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Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana

Iacopo Gelli
Loescher & Seeber Firenze, 1886, pagine 192

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DUELLO ALLA PISTOLA
   stando ritto della persona e-formandn con i piedi un angolo quasfi retto: la testa alta e un poco piegata a sinistra, lo sguardo sul bersa— glio, le spalle aperte e disposte naturalmente ad eguale altezza tra loro_
   La mano sinistra sul fianco, il braccio piegato e il gomito un poco indietro.
   Avanzare quindi il piede destro di venticinque centimetri perchè il corpo resti perfettamente equilibrato.
   III. — Tiro
   Una volta nella posizione di cui sopra, prima di portare l'arma davanti all' occhio destro assicurarsi eh' essa è sul piano di tiro. Ciò si verifica dando una rapida occhiata che parta dalla sommità del mirino e vada al bersaglio e da questo a quella.
   Portare quindi l'arma all'altezza dell'occhio destro, premendo gradatamente sul grilletto onde far succedere lo scatto nel momento in cui la visuale, passando per il fondo della tacca di mira e la sommità del mirino, scopre il centro del bersaglio.
   Il tiro dal basso in alto, scrive il Principe di Bibesco, arreca un grande vantaggio a chi lo pratica. Permette al tiratore di non perdere mai di vista il bersaglio e quindi di collocarsi e mantenersi sempre sul piano di tiro.
   II
   Specie di duelli
   Il Codice cavalleresco dello Chàteauvillard ammette varie specie di duelli con la pistola, e cioè:
   a pie' fermo ; tirando a volontà; avanzando ; arrestandosi ; a comando;