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Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana

Iacopo Gelli
Loescher & Seeber Firenze, 1886, pagine 192

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DELLA VERTENZA D'ONORE
   i.'i)
   Il signor Tavernier divide i tiratori in tre categorie: degli inesperti, cioè coloro che frequentano da poco tempo le sale di scherma o che da molto le hanno abbandonate; dei mediocri e dei tiratori di prima fòrza. Noi ci limiteremo alle due prime categorie, giacché i tiratori eccellenti possono darci consigli, non riceverne da noi.
   1 — Tiratore inesperto
   Dato il segnale da chi dirige di cominciare il combattimento è probabile che avrete fatto un passo indietro per premunirvi contro qualsiasi azione di sorpresa da parte del vostro avversario.
   Se siete attaccato, rammentatevi che nella spada dovete guardarvi dai soli colpi di punta i quali perchè raggiungano il bersaglio fa mestieri che siano diretti con maestria. Se invece siete disposto ad attaccare, guardatevi dalle uscite in tempo.
   Se il vostro avversario dà segni di volervi attaccare, attendetelo di piè fermo con lo sguardo fìsso negli occhi per poterne spiare le intenzioni, e fate che non vi sfugga il più piccolo dei suoi movimenti.
   Neil'attaccare specialmente procurate di non dare troppo ferro all'avversario, né vi lasciate trascinare dalla vana tentazione di disarmare il nemico : ciò è inutile e pericoloso. Inutile perchè dopo il disarmo non avrete vinto e tutto sarà da ricominciare, pericoloso perchè vi esponete ad essere colpito in pieno petto. I movimenti per disarmare il nemico richiedono non solo molta forza, ma sapere, esattezza di pugno e cognizione dell' opportunità. Perciò non possiamo consigliare ad un tiratore inesperto di tentare il disarmo dell'avversario non potendo egli ciò eseguire senza danno evidente della precisione e della guardia.
   Se attaccato, paratevi con delle contro anziché con delle parate sempliciche potreste prendere un poco troppo larghe e dar campo così all'avversario di colpirvi in un secondo o in un terzo tempo, cioè con una fìnta od una contro-finta. Le parate di contro hanno il