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Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana

Iacopo Gelli
Loescher & Seeber Firenze, 1886, pagine 192

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DELLA VERTENZA D'ONORE
   i.'i)
   Abituatevi dunque al terreno vero e ve ne troverete molto bene se la cattiva fortuna vi chiama in duello.
   In una parola, sostituite alla lezione della sala quella pratica sul terreno.
   Se siete libero di scegliere tra la spada e il fioretto, attenetevi a quest'ultimo se desiderate fare sfoggio d'abilità schermistica, altrimenti decidetevi per la spada che, se voghamo, offre meno vantaggi del fioretto, ma le cui ferite presentano sempre un carattere meno grave.
   La lama del fioretto a forma di piramide acutissima a base quadrangolare, dà all' arma una potenza enorme perchè vi permette con un semplice colpo diritto, con l'elevazione e la rotazione del Pugno di dominare il nemico, e una leggerezza senza pari per la quale vi è concesso con l'aiuto delle sole dita di combinare ed ese-ire finte anche complicate in un circolo molto ristretto.
   Parlando dell'esame delle armi abbiamo accennato ad alcune qualità comuni tanto alla sciabola che alla spada, ed ora esporremo le ^Vialità particolari della seconda.
   La spada e i fioretti che devono adoperarsi in uno scontro, oltre ^-«d essere eguali nel peso, nella lunghezza (90 centim. dalla coc-^3a), nella forma e dimensione della coccia, la quale deve essere circolare, convessa, imbrunita, senza riporti, buchi o.incisioni, perchè incappandovi la punta del ferro avversario vi si spunterebbe;
   bene equilibrate, e quelle che non lo sono devono rifiutarsi e «:on ragione. Il più robusto avrebbe un vantaggio sul debole, il «quale, certamente, avrà il pugno stanco e rotto prima dell'avversario per il peso che un equilibrio anormale produce;
   gli spigoli non devono essere taglienti giacché nei duelli con armi a punta non si deve ferire di taglio;
   le lame saranno senza ruggine perchè producendo ferita questa potrebbe assumere carattere maligno ed aumentare la responsabilità del feritore; senza tacche nei fili le di cui sbavature, lacerando le