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Il duello nella storia della giurisprudenza e nella pratica italiana

Iacopo Gelli
Loescher & Seeber Firenze, 1886, pagine 192

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   TRATTATIVE E SOLUZIONE
   Per evitare tale dannoso inconveniente è bene che le tre o quattro paia d'armi portate sul terreno per il combattimento si rassomiglino tutte fra di loro ; oppure, se le armi non sono più appaiate, si tirerà a sorte per la scelta e il duello sarà ripreso, conniventi le parti.
   3 — Caduta
   Nulla di più facile che durante lo scontro uno dei duellanti cada a terra. Verificandosi ciò i testimoni sospenderanno subito il combattimento e gli avversari dovranno essere posti nuovamente in guardia come fu praticato nel primo assalto.
   Nel duello si considera caduto a terra uno dei tiratori non solo quando esso è lungo disteso al suolo, ma anche quando, scivolando o inciampando, il suo ginocchio tocca il terreno.
   Il duellante caduto deve essere considerato come disarmato e di questo gode tutte le immunità, per cui commetterebbe un assassinio chi tentasse ferirlo.
   Dal canto suo il caduto non può trarre alcun vantaggio dalla sua disgrazia, nè gli è quindi lecito di approfittare dell'incertezza dell' avversario per colpirlo, come qualche volta si è verificato. Un simile procedimento è condannato dalle leggi cavalleresche perchè sleale e codardo, non essendo più ammessa la caduta come una finta per ingannare l'avversario. Rammentiamo in proposito quanto abbiamo già detto parlando dei doveri dei duellanti, ai quali nei duelli alla spada o alla sciabola è permesso piegarsi col corpo in qualunque senso, e chinarsi fino a porre la mano disarmata a terra, mai il ginocchio.
   4 — Delle ferite
   Il combattimento è sospeso quasi sempre, o cessa del tutto in seguito a ferite.
   Un accorto Direttore del campo che ha assistito a parecchi scontri e che possiede una certa esperienza nelle armi non ha bisogno dell'invito dei duellanti per accertarsi dell'esistenza di una ferita e