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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   La lettera, ili data « Roma, 28 febbraio sera, 9 3j4 pom., » era infatti cortesissima e diceva fra l'altro :
   >< Caro Cavallotti,
   « .... Sono venuto a Roma credendo di battermi subito. 1 nostri rappresentanti hanno giudicato non fosse il caso di venire agli estremi. Io rispetto i giudicati, ma siccome tu non sei del parere mio.... io non tollero le situazioni incerte. Io non ho tutto il tuo brillante stato di servizio, anche perchè sono più giovane di te, ma sono, come te, uomo d'azione. Vuoi che la finiamo ? Non sarebbe bello che tu tentassi di sopraffarmi colla superiorità del tuo passato, conquistato a furia di abnegazione e di coraggio, quantunque io senta di avere il'fegato sano come il tuo.... Da ieri sera, dopo che ho saputo il pensiero tuo sul verbale, sono qui con padrini nuovi in attesa di decisioni tue.... farò lo sfidante o lo sfidato, Iioco importa, purché si osca una volta da questa noiosa situazione.... Abbimi intanto
   <. Tuo aff.mo Macola ».
   Fu appena letta questa lettera (poiché a pigliarmi colle buone, io divento un pan di zucchero) che io dichiarai subito, 11 per 11, al porgitore collega Donati, che mi felicitavo assai di veder il Macola, finalmente, in queste buone disposizioni : che il suo desiderio era anche il mio : e cordialità per cordialità, lo prendeva subito in parola.
   Felicissimo io poi che, non potendo contraddirmi, egli sfidante non avesse, come scrivevami nulla in contrario a rimanerlo: perchè ciò eliminava fin l'ultima difficoltà. Mi mandasse pur dxmque immediatamente i padrini che diceva d'aver pronti, purché venissero con incarica non più di discutere, ina di fissare nelle 24 ore lo scontro. E il cortese intermediario parti subito con questa mia risposta, che a lui non dispiaceva, intanto clic io mi recavo la sera stessa ad