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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   sfida con insolenze, per metterle quaggiù all'ombra del componimento amichevole.
   Rifiutate da me le spiegazioni, per non battersi lui, quest'originale vuol far batter me coi miei padrini ! Ma ai miei carissimi amici Niccolini e Socci io non avevo e non ho altro che da dir grazie ! e di cuore, una volta ch'essi aveano ufficialmente fatto sapere, per lettera, al Macola, e scritto a me che ritenevano « le trattative pel componimento non riuscite » e perciò declinavano il mandato.
   Avuto da essi questo annunzio e poiché il Macola domandava « o spiegazione o via delle armi, » non restava più, mi sembra, che quest'ultimo corso del dilemma. Ed è li che io lo aspettavo, noti per cattiveria, nè per gusto o voglia di fare il 32. duello, ma solo per insegnargli a far l'uomo serio e non disturbare chi non ha tempo da perdere.
   Cosa fa invece il deputato Macola? La sua strana insistenza mi obbliga a completare il racconto.
   Rifiutati da me gli accordi, vado la stessa sera del 28 alla posta della Camera e trovo una lettera che dalla soprascritta riconosco di carattere di Macola ! (Usai il riguardo di non parlar di questo nella mia precedente ; ma poiché il Macola nelle lettere alla Tribuna e al Don Chisciotte allude di nascosto al fatto, e se ne serve senza dire la verità, mi sento da riguardi prosciolto). Riconosciuto il carattere e la provenienza sull'esterno della busta, senza aprirla, scrivo che il deputato Cavallotti non può ricevere per lettera comunicazioni di nessun genere e la rimetto all' impiegato da restituire al Macola.
   Per un uomo che « aveva avvisato gli onorevoli Anzani e Donati di tenersi pronti » era venuto, mi pare, il momento di adoperarli.
   Nossignori, di li a dieci minuti, l'on. Donati (il cortese intermediario di cui ieri parlavo) mi raggiunge per dirmi, a nome di Macola, che mi pregava a ricevere la lettera da me respintagli, assicurandomi, sotto la sua parola, di lui Donati, che la lettera era tutt'altro che offensiva. Preso atto di ciò, per riguardo al collega e preavvertendolo che tenevo , lui responsabile se una parola men corretta nella lettor «v trovasse, presi dàlie sue mani \a. VeAtexa. e, Yw^wwsv.