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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   « Cosa vuol dire essere disgraziati !
   « Più bugie in meno parole non si potevano impastare ! Ma siccome il signor Lelio io l'avevo ammonito, stavolta merita ch'io mi diverta a sue spese.
   « Diciamo dunque al povero signor Leiio che io andai in seno alla Commissione non già non invitato, ma, ahimè ! solo quando uno dei membri della Commissione stessa, venne in persona, d'incarico e a nome di tutta la giunta e del suo presidente, a invitarmi, e recatomi alla chiamata, il presidente Bonacci, a nome dei colleghi, con una cordialità squisita o affettuosa di parole, di cui gli sono grato, mi spiegò come la Giunta appena appreso ch'io desideravo essere u-dito, fu unanime immediatamente nel pensiero di chiamarmi.
   « Ringraziato che ebbi il presidente e i colleghi, diedi alla Giunta, che onorommi dell'attenzione più cortese, spiegazioni « non già sugli articoli incriminati », i quali viceversa non sono che poche pai-ole della mia unica lettera a Vassallo (! !) intorno al caso Perrone-Mosconi, ma sul perchè io desideravo che il processo si facesse, avendo dal primo giorno che entrai nella Camera combattuto sempre il privilegio dell'art. 45, e parendomi che nel caso cencreto meno che mai ci fossero ragioni di servirsene, e di rifiutare l'autorizzazione: sicché la commissione aderì a prender atto, come fece l'egregio relatore espressamente, del mio desiderio, avendo accondisceso alla mia preghiera anche quei Commissari che l'autorizzazione volevano rifiutare.
   « Esposi poi particolareggiatamente ai membri della Commissione il perchè, rispetto alle origini dell'articolo, per il quale pregavo a non negar l'autorizzazione, mi era caro più che mai rivendicare con orgoglio la loro stima e quella dei miei colleghi della Camera. Ed espostole minutamente, e « illuminata che ebbi la Commissione sulle origini dei fatti » come dice testualmente la relazione, e rinnovata che ebbi, in base a ciò, la mia dichiarazione che il relatore trascrisse, « che esulava dal fatto la garanzia statutaria » il presidente, a nome dei colleghi, con nuove parole cordialissime ci tenne a ringraziarmi, e su questo ringraziamento, a mia volta ringraziando, mi accomiatai.