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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   abbiamo creduto giusto proporre un verbale chiarante i fatti e riportante le più sentite scuse da parte Vostra (1).
   « Siccome poi si pretendeva che le scuse si fossero rese pubbliche, perchè pubblica era stata l'offesa, cosi noi abbiamo acconsentito a .rendere pubblico il verbale da redarsi, e per mezzo dei giornali (2). Si sospende la seduta e si riapre oggi alle ore 10.
   « I signori Fresai e Bivona non vogliono più parlare di acccomodi conciliativi, considerando l'offesa assai grave perchè lanciata pubblicamente in teatro.
   « Si vuole ima riparazione e noi gliel' abbiamo accordata; però si pretende da parte loro che l'arma venga scelta ^ dal loro primo. (Storia assai vecchia e discussa tante e tante
   volte e sempre decisa per come noi abbiamo sostenuto (3).
   «E siccome tanto in Sicilia che nel Napoletano, l'uso inveterato da tanti anni s'imponeva a qualunque codice cavalleresco, cosi ci riusciva impossibile cedere in loro favore ».
   « Fu inutile il fare osservare che in tutte le altre partite d'onore, avvenute fra militari e borghesi (4) si era sempre fatto e secondo le nostre usanze che nessuno aveva mai insistito su questa pretesa (5) ».
   (1) Fin qui tutto era andato secondo le norme cavalleresche, e secondo giustizia e buon senso.
   (2) E fin qui va benissimo.
   (3) Qui non è esatto. La storia è stata discussa, è vero ; ma fu sempre riconosciuto conforme anche ai oodiei cavallereschi napoletani (Bellini e De Rosis), ohe tale costumanza, essendo un controsenso e una ingiustizia, non aveva più ragione di esistere. Anzi, potrei citare più di un verdetto di giurì d'onore, che dil completamente torto all'asserto dei redattori di questa opinione.
   Si consultino infatti, Chateauvillard cap. I, n. 9.°; Angelini capitolo VI, n. 2.° ; De Rosis cap. II, 9. e 10.° e cap. II, 27.° e 28.°, non chè Gelli : art. 162 ; Viti, Tavernier, Croabbon ; e oento altri, i quali tutti concordano sulla iniquità di tale abbandonata usanza. — I rappresentanti dell'avversario del povero tenente Sacco certamente non conoscevano tutti questi giudizi e si basarono esolusivamente sulla tradizione, nè, per questo, c' è da farne loro carico.
   (4) Dove !
   (>) Non è esatto. Potrei oitare una quindicina di duelli avvenuti in Sicilia e n Napoli ne' quali si fece proprio U contrario.