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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   191»
   al direttore del giornale, perchè le pubblicasse. Non era facile dire di no ; eppure quella roba non si poteva assolutamente stampare, perchè priva di senso comune.
   Il direttore un bel giorno, seccato, respinge i nobili scritti, accompagnandoli con una lettera:
   « I tuoi scritti, o figlio di Dei, sono ispirati dalla Luna e dal Sole ; contengono concetti così elevati, talmente sublimi, che solo i figli del cielo possono comprendere. Noi siamo indegni di leggerli ; indegno è il mio giornale di comunicarli alle turbe.... ecc., ecc. ».
   Il Mandarino, mangiò la foglia, e all'indomani.... oh, non temete, non mandò a sfidare il giornalista, perchè.... dondolava attaccato pel collo ad un lungo palo !...
   Starebbero freschi i giornalisti italiani, se i metodi chi-nesi prendessero piede nel bel paese!
   ¦V. *#
   14 agosto 1889. Triberti- Zaccone. — Ecco perchè due bravi giovanetti scesero in campo uno contro l'altro armati ; ecco perchè una giovane esistenza veniva sacrificata alla stupida costumanza del duello ; alle grottesche esigenze di una mal interpretata disciplina militare.
   Triberti di Brescia e Zaccone di Biella sono due allievi della Scuola Militare, due bravi giovanetti e buoni amici. Durante una lezione, il professore interroga Triberti che non risponde ; rimprovero di prammatica, seguito da relative scuse.
   — Dal mio posto non vedo ciò che è scritto sulla lavagna, perchè sono miope.
   — Anch'io sono miope, esclama lo Zaccone che gli sta accanto, quasi scherzando, e pur ci vedo....
   Terminata la lezione il Triberti attende lo Zaccone fuori della classe e gli assesta uno schiaffo.
   Coi re nomina dei rappresentanti con relativa sfida -, ma, essendo principiati gli esami, vien deciso di rimandare lo scontro al termine di questi.
   Nel frattempo colleghi e superiori fanno a gara per ten-