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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Il presidente, infatti, osserva:
   — Siete stato voi, che avete ingiuriato per primo. Toccava a voi di ritirarvi per primo, invece di esigere scuse da de Saint-Victor. Dopo voi, egli avrebbe ritirato tutto quello che voi volevate. Infine, il duello è stato giudicato inevitabile per vostra colpa e vi siete battuti alla sciabola.
   Imputato — E stato Saint-Victor che ha scelto la sciabola. Io non avevo mai preso in mano quest'arma. Le armi sono state prese in prestito dagli ufficiali della territoriale (!) di Autun.
   Presidente — Raccontateci il duello.
   Assalin fa con volubilità il racconto che segue:
   — Ecco qua. Giungemmo nella foresta di Planoise, viale dell' Epousée. I testimoni scelsero il terreno. Poi ci collocarono a posto. Passando vicino a de Saint-Victor io gli feci un gran saluto, ch'egli mi ricambiò. Il signor Rouget aveva scelto la sciabola e comandò: A voi, signori, fate il vostro dovere!...
   Siccome Saint-Victor era molto alto e aveva la mano molto lunga, io mi tenevo fuori misura; e come mi attaccava con degli a-fondo, io indietreggiavo. Solo mi studiavo di tenere l'artna in linea e mi dicevo : « Figlio mio, la tua salvezza è nella tua mano ; vediamo, vediamo, se tu hai proprio una mano buona! » Ad un tratto ho veduto l'arma di de Saint-Victor sul mio petto; ho parato di tasto, ed ho risposto. Senza accorgermi l'ho colpito all'inguine. Egli ha avuto ancora la forza di rispondere e di farmi queste sberleffo (indica le cicatrici) al viso e alla mano. Poi è caduto nelle braccia de' suoi padrini. Io voleva stringergli la mano, ma egli aveva perduto i sensi.
   Assalin, che in fin de' conti, è più brutale che malvagio , sembra commosso. A suo modo, però. Beve alcuni sorsi d'acqua e si mette a sedere, ripetendo : « Sono io, che sono ammalato 1 »
   Vengono interrogati i suoi due padrini. Rouget è un giovane benestante^, cacciatore e buon compagnone, assolutamente insignificante, come la sua deposizione. L' altro, Bouillet, già segretario del presidente Schneider, cavaliere