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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Ed il Connetti, invero, mirava sempre al volto, aspettando che il Trombetta si scoprisse, o serrasse la misura. Ma il Trombetta, come Gosto del Guadaglieli : duro!
   Dopo parecchie messe in guardia senza risultato, Carlo Alberti, figlio di queir Adamo Alberti, allora impresario del teatro dei Fiorentini, e nella cui villa, parmi al Petrajo (1) si faceva il duello, si avvicinò al suo cliente, Trombetta, per esortarlo a prendere qualche volta l'iniziativa dell'attacco, per non rimanere sempre sulla difensiva.
   Il Trombetta non si fece ripetere il consiglio, e alla ripresa del combattimento, si mosse per l'avanzata scoprendosi. Il Cognetti, creduto il momento favorevole per segnare il viso dell'avversario, fa rapidamente un passo in avanti e si getta da sè sulla punta della sciabola avversa, che gli penetra nella parte superiore del ventre.
   La ferita di per sè stessa non sarebbe stata mortale, almeno cosi opinarono i presenti; ma lo divenne, perchè il ferito, parando di quarta e di picco, quando era già stato toccato, costrinse la sciabola del Trombetta ad un movimento-laterale, di modo che dal ventre, orrendamente squarciato, uscirono gli intestini.
   Il Cognetti mori sul colpo, senza poter profferire una parola.
   Altri invece così m' hanno informato svi questo duello, ch'è sulla bocca di tutti a Napoli, mentre è difficile, se non impossibile, rintracciarne documenti attendibili.
   Il Cognetti ex-ufficiale di cavalleria, forte schermitore, era ritenuta la lancia spezzata del Conciliatore, e prima di battersi col Trombetta aveva di già sostenuto, credo, quattordici duelli.
   (1) Il Petraio, sito ameno presso il forte S. Elmo e limitrofo al Vomero.