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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Diinniges (padre di Elena) mori in Roma il 5 gcnnajo 1872. Il giovane Rtìcowitz sposò Elena ; ma un anno dopo •mori. Rimasta vedova, la Riicowitz si ritirò a Berlino, ove si dette allo studio della scena, fidando più sulla bellezza che sull' intelletto suo. Ma tosto passò a nuove nozze con un attore tedesco di buona fama, credo ancora vivente.
   Quando Elena si presentava sulla scena, gli spettatori la fissavano e il nome di Lassalle si ripeteva pietosamente sommesso da ogni parte.
   Più tardi, Elena si separò dal secondo marito, e resasi in America, si pose a condurre vita bizzarra.
   Il 14 settembre del 1864 la salma di Lassalle fu deposta nel cimitero di Breslavia, ove si legge la epigrafe : « Qui giacciono le ceneri di Ferdinando Lassalle pensatore e combattente ».
   « Morire per contesa è la legge della vita » dice Goethe; e da quel valoroso combattente pel progresso della civiltà,
   di maniera ohe il comando di avvertimento fosse! dato 1-° sooondo, quello di mira al 10. secondo e quello di abbassare le armi al 20.°, u-sando la numerazione 1, 2 o 3. Ciò che feci scrupolosamente.
   Comandai uno ; ma appena trascorsi cinque secondi il primo colpo partì dalla parte di Ruoowitz ; ma nemmeno un secondo più tardi par-tira il colpo di Lassalle. Egli sparò, mancando di mira, essendo di già stato colpito a morte. Fu, anzi, un vero miracolo, s'egli potò far fuoco.
   Dopo avere sparato fece due passi a sinistra; e solo allora intesi qualcuno, credo Bcthlen o il dottor Seiler, esclamare: Siete ferito? Lassalle tranquillamente rispose : SI. Lo facemmo sdraiare sopra una coperta e gli facemmo una fasciatura provvisoria. Mentre gli avver • sari si allontanavano, il dottor Seiler ed io aiutammo Lassalle a montare Tiellft vettura, poi noi lo seguimmo. Durante il ritorno noi lo sostenevamo il meglio che ci fosse possibile pd ordinammo al cocchiere di prenderò strade senza selciato, di maniera che non avevamo più di 200 passi da fare sul lastrioato.
   Lassalle era tranquillo e solamente nel traversare il selciato si lagnò di dolori alla ferita e ohiese se saremmo giunti presto a easa.
   Con passo fermo, malgrado la lesione gravissima, sali le scale dell'albergo per non spaventare la contessa Hatzfeld, che aspettava ansiosa il risultato dello scontro. Egli soffri ancora per tre giorni di dolori atrocissimi ohe si tentò di oalmarli con l'oppio. Noi sapevamo sin dal primo momento ohe la ferita era mortale ; infatti egli spirò il 31 agosto.