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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   — Non avete vergogna di venire al ballo il giorno stesso ili cui è stata sepolta la vostra vittima, il fratello mio?
   — A fè di Dio, no !
   — Ebbene, voi non entrerete !
   In cosi dire lo schiaffeggiò alla presenza di molti ufficiali.
   De C** si ritirò furioso e si sarebbe bruciato le cervella, se non fosse stato sostenuto dalla certezza di poter uccidere, all'indomani, l'ufficiale spagnuolo.
   Il generale, informato dell'accaduto, indignato contro il de C**, dopo averlo accerbamente rimproverato, lo pose agli arresti.
   Il duello fu rimandato e quando de C** terminò la punizione, di bel nuovo invitò l'avversario a duello.
   L'ufficiale spagnuolo accettò e si fece assistere dai tenenti Boucheron e Saint-F**; mentre de C** era rappresentato dai tenenti Merlot e Royer.
   Fu deciso che lo scontro avesse luogo con la spada, nelle vicinanze della Loira, in una località chiamata Mono-potapa. Malgrado la segretezza con la quale erano state condotte le trattative, al momento nel quale i due avversari deponevano gli abiti, il capitano Ch** (che da tenente colonnello peri da glorioso nella guerra del 70), li sorprendeva e, d'ordine del generale, faceva rientrare a Saumur i duellanti.
   Il conte de C** fu condannato a due mesi di arresti di fortezza, e l'ufficiale spagnuolo coi padrini e coi medici militari furono posti agli arresti di rigore.
   Terminata la pena, de C** trovò maniera di provocare di bel nuovo lo spagnuolo che, a sua volta, per farla finita, chiese di essere richiamato in patria.
   Finalmente il combattimento potè aver luogo; e l'ufficiale spagnuolo regalò all'avversarioun colpo dritto di spada pel quale il tenente de C** ne mori quattro mesi dopo.
   — Tirate bene!... esclamò de C** cadendo.
   — Non c' è male, come vedete : gli rispose lo spagnuolo mentre infilava i suoi abiti per lasciare sul terreno, senza speranza di salute, l'uccisore di suo fratello.