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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Armand Carrel avanzò e sparò, dopo aver percorso i dieci passi.
   Girardin che aveva fatto solo tre o quattro passi, aveva sparato nello stesso momento ; sicché, lo sparo fu simultaneo.
   — Sono stato colpito alla coscia! gridò Girardin.
   — Ed io all'inguine! replicò Carrel, ch'ebbe ancora la forza di sedersi in terra.
   Accanto a lui, Persat piangeva come un bambino, e Carrel, dimenticando la propria ferita, lo consolava:
   — Non vi disperate, amico mio, sarà nulla, o tutto ! Comunque, poco male. Fatevi coraggio.
   Allorché, trasportato a braccia dagli amici, passò vicino a Girardin :
   — Soffrite molto, Girardin? chiese.
   — Vorrei che voi non soffriste più di me!
   — Addio, signore, non ve ne serbo rancore.
   Carrel conservò la fermezza del sub carattere in mezzo alle più crudeli sofferenze. Quando lo deposero sul suo letto esclamò :
   — Il portabandiera del reggimento è sempre il più esposto. Ho fatto il mio dovere, avvenga che può !
   Nelle ultime ore di esistenza sopravvenne il delirio (1) e mori susurrando la parola: France....
   La morte di Carrel fu lutto pubblico e mentre tutti i partiti si riunivano per piangere il disgraziato cittadino morto, gli odi di tutti i repubblicani si accumulavano sulla testa di Girardin, che ritirò la querela contro le Bon Sens, causa prima di tanti guai.
   Da quel giorno Girardin non volle più battersi e cominciò col respingere la sfida del direttore del Bon Sens, de Feuillide (2).
   (1) Durante il delirio esclamava: M'hanno combattuto, m'hau calunniato, m'hanno odiato.... Ma la Francia forse si ricorderà di me.
   E veramente se ne ricordò; perchè a Carrel, nel cimitero di Saint Mandé, per sottoscrizione pubblica, fu elevata una statua in bronzo.
   (2) Eccone la dichiarazione:
   « I sigg. Martin Maillefer, redattore del Bon Sens, e Germain Sarrut