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I duelli mortali del Secolo XIX

Iacopo Gelli
Casa Editrice Libraria L. Battistelli, 1899, pagine 299

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Sarrazin. L'arma, la sciabola. Schweiser n'ebbe portato via, netto, il naso e dopo breve tempo mori per sopraggiunte complicazioni.
   Pure nel 1834, il conte Prospero d'Aubréc addetto all'ambasciata francese a Bade e il conte Gustavo de Blucher, pronipote del feld-maresciallo, andavano nell'isola del Reno a sistemare con le armi una certa vertenza.... intima, sorta tra di loro. D'Aubrée vi rimase ucciso, benché.... non avesse ancora ventisette anni !
   L'amore in tutti i tempi e in tutti i luoghi ha fatto commettere più sciocchezze all'umanità, che tutte lò altre passioni prese insieme. Però, é anche vero che l'amore ha creato eroi, gentili e sublimi etvii d'amore, capaci di votarsi per l'affetto al sacrificio della vita.
   Tra questi eroismi di un sentimento profondo, sincero, sconfinato, è da annoverarsi quello compiuto dalla giovane contessa polacca, Lodoiska de R** vedova di un generale, fidanzatasi al barone Trautmansdorf, un garbato e perfetto gentiluomo, che amando di gran cuore la contessa, n' era teneramente ricambiato.
   I due colombi tubavano da lungo tempo la canzone dell'amore, il preludio della quale stava per chiudersi con un matrimonio ambito da ambedue le parti. Ma, come la contessa Lodoiska era giovane e bella, assai piacente e ricca, era pure molto naturale che il barone Trautmansdorf fosse circondato da invidiosi, aspiranti a sostituirlo. E gliene fecero di tutte, a quel pover'uomo di Trautmansdorf, senza, però, riescire a distogliere da lui l'affetto, il cuore, tutta l'anima, insomma, dalla bella Lodoiska.
   Tra gli accaniti invidiosi, il più esasperato di tutti era