Storia della Grande Guerra d'Italia di Isidoro Reggio

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      IL POPOI O GUERRIEROcombatte per il destino e si affidano alla sorte delle armi quelle rivendicazioni dalle quali dipende, con la fortuna della patria, la fortuna di tutti, i buoni italiani, si diceva, devono intendere che mai così altamente avrà parlato alla loro coscienza lo spirito di abnegazione....
      E gli italiani intendevano e davano. Tutti sentivano che si doveva raggiungere un grande risultato : quello di ottenere che le famiglie potessero mandare ai loro uomini combattenti il dolce saluto d'anime non tormentate dalla miseria, e i soldati a loro volta potessero con più gagliarda calma combattere per una patria divenuta una sola famiglia in cui ogni famiglia sentiva la sicurezza e la dignità del proprio posto...
      Dovunque sorsero in un momento i Comitati d'assistenza civile : e le somme raccolte furono ingenti. Milano fu, come sempre, all'avanguardia; nel primo anno di guerra la grande sottoscrizione cittadina raggiunse i dieci milioni. L'inizio fu tale, sino dai primi giorni, che l'on. Salandra, allora Presidente del Consiglio, mandò al marchese Ettore Ponti, presidente del Comitato milanese per i bisogni della guerra, il seguente telegramma :
      « Pieno di ammirazione pel generoso slancio onde Milano ha compreso il patriottico dovere di venire in aiuto sotto tutte le forme alle famiglie dei soldati, prego Lei di rendersi interprete dei miei sentimenti verso codesta Amministrazione municipale, verso gli organizzatori del Comitato, verso gli oblatori di ogni classe. Milano ha compreso che in questo momento il superfluo deve essere assegnato senza risparmio a lenire le preoccupazioni di coloro che combattono e possono morire per la Patria, e le sofferenze dei loro cari. Auguro che in tutta Italia l'esempio di Milano sia emulato con nobile gara. »
      Gigantesca fu l'opera della Croce Rossa. La guerra la poneva di fronte ad un compito immane : ed essa seppe assolverlo.
      Se si pensa che la Croce Rossa Italiana, associazione che sempre ha molto operato e pochi incoraggiameli"
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Storia della Grande Guerra d'Italia
Volume 18. Il popolo guerriero
di Isidoro Reggio
Istituto Editoriale Italiano
pagine 156

   

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