Storia della Grande Guerra d'Italia di Isidoro Reggio

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      I CONDOTTIERI POLITICIla nobiltà generosa della sua determinazione, nella fierezza consapevole del suo grado di grande Potenza, l'Italia non subordinò il suo intervento a soccorsi o a compensi, verso i quali l'azione sua debba corrispondere come se fosse un corrispettivo. Essa, invece, ha fatto e farà per la causa comune ogni sacrificio; ma lo farà per suo libero e spontaneo apprezzamento di quel che meglio giovi alla causa comune, senza altro limite che questo : il vincolo di solidarietà determinato dalla comunione del fine. »
      La chiusa del discorso ebbe maschie e bellissime parole contro la barbara condotta della guerra da parte dell'Austria, che con le bombe ed i siluri s'accaniva contro gli inermi.
      « Noi avevamo cercato — egli disse — e combattuto il nostro nemico a viso aperto sui valichi e sulle sponde dello sciagurato confine, nel leale cimento della guerra, dove pur nella reciproca strage il soldato rispetta il soldato che gli sta di fronte. Ma il nostro nemico, più vede la vittoria onorevole sfuggirgli, e più la sua rabbia cresce, più si acuisce la sua perfidia, più l'odio suo spietatamente si disfrena contro gl'inermi, sperando di asservirci con la intimidazione collettiva. E l'abbiamo visto procedere man mano all'uso insidioso delle nostre insegne, alle finte rese dissimulanti l'aggressione, al disumano infierire verso la Sanità militare, alla stupida distruzione di capolavori d'arte e di bellezza, al bombardamento di città indifese ed aperte. Ma noi resistevamo e vincevamo egualmente; ed ecco gli assassini in massa di Verona e di Brescia, ed ecco i criminosi naufragi' dell' Ancona e del Firenze. Così l'Italia può dire di aver sofferto il più inescusabile dei delitti ond e stata disonorata questa guerra : da poi che, se in altre loro consimili atrocità si poteva mendicare al cospetto del mondo inorridito una ragione, sia pur fallace o inadeguata, come il trasporto di cose atte alla guerra od il preavviso relativo a certe zone determinate, qual mai pretesto potrà l'uomo anche più sfrontato far valere per quelle innocenti navi che portavano fuori d'Italia la po-
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Storia della Grande Guerra d'Italia
Volume 17. I condottieri politici
di Isidoro Reggio
Istituto Editoriale Italiano
pagine 140

   

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