Storia della Grande Guerra d'Italia di Isidoro Reggio

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      LA CALATA DEI PROSSENETI„
      diplomatici; e questo lavoro di trattative del Governo noi lo concepiamo, non lo possiamo concepire che come uno sforzo, che il Governo sta compiendo con la tensione di tutte le sue energie e con la maiggiore serenità di giudizio, per trovare modo di risolvere i nostri problemi e tutelare i nostri interessi nazionali senza dover imporre al paese prove, certo nobili, ma dolorose, e sacrifizi che sarebbero sentiti per lunghi anni. L' abbiamo già detto parecchie volte, e non c'è nessuna ragione per cui non lo ripetiamo fermamente anche in questo momento ansioso : qualunque governo, in qualunque paese, prima di riconoscere di non potere riuscire a salvaguardare ed assicurare gli interessi nazionali coi mezzi diplomatici e chiamare il paese ad una azione sempre dolorosa e non mai scevra di pericoli, deve aver la coscienza di avere fatto tutto quanto era in suo potere, considerando i problemi con criteri ponderati, entro i limiti delle loro possibili soluzioni. Perchè anche nelle condizioni più eccezionali non può non essere evidente, anche avanti di porlo, se un problema politico possa o non possa essere risolto diplomaticamente, o implichi l'inevitabilità della guerra.
      « Questa inevitabilità non è certo parsa implicita nei problemi quali erano stari posti, se le trattative hanno potuto svolgersi normalmente. Noi non siamo in grado di passare oggi dal generico allo specifico, e di prendere in esame i problemi concreti del momento. Osserviamo però che circolano in proposito le voci e le versioni più disparate e contraddittorie. Si afferma da una parte òhe le offerte fatte dall'Austria e patrocinate dalla Germania sarebbero minime ed irrisorie, tali da non risolvere nessun problema e da non recare nessun vantaggio; e sono fatte circolare d'altra parte liste di concessioni offerte, le quali, a parte la loro valutazione specifica, corrisponderebbero, secondo alcuni, presso che alle domande che il nostro Governo, in seguito ad invito, avrebbe presentate; nel qual caso chi vorrebbe supporre che si potesse, da una parte e dall'altra, venire alla rottura per l'ostinazione su qualche secondaria differenza?
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Storia della Grande Guerra d'Italia
Volume 10. La calata dei prosseneti (Gli inviati straordinari)
di Isidoro Reggio
Istituto Editoriale Italiano
pagine 181

   

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