Storia della Grande Guerra d'Italia di Isidoro Reggio

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      LA GRANDE GUERRA D'ITALIA
      « Le parole dell'on. Giolitti — concludeva la Tribuna — sono chiare secondo il suo costume; ed esprimono una considerazione di carattere generale, riguardo la possibilità di una azione diplomatica dell'Italia e i suoi possibili risultati, ma non pretendono affatto, ne di dare la esatta soluzione di un problema di cui egli stesso afferma di non possedere tutti gli elementi, nè di far intravvedere che nelle tasche di qualcuno siano già in qualche modo riposti i possibili guadagni o compensi.
      « E infine, per esprimere un ultimo pensiero in relazione sempre ai corridoi parlamentari, noi riteniamo utile richiamare l'attenzione di tutti a quella parte della lettera dell'on. Giolitti, dove egli depreca la mania delle cospirazioni, mostrando di ritenere che il dovere che a tutti si impone nell'ora presente e di fronte alla situazione europea, è quello dell'unione e della disciplina nazionale. »
      Il Giornale d'Italia a sua volta scriveva :
      « È un curioso paese l'Italia. Si svolge nel mondo uno dei più turbinosi parossismi di umane energie che abbiano mai sconvolto e atterrito i popoli : la guerra divampa su tre continenti, sugli oceani. Ebbene : in mezzo a questo formidabile risucchio di energie e di passioni, l'Italia scrive lettere sui giornali e le discute!
      « Ma che altro? È bastato che pochi giorni fa, quando a tutta questa ira di Dio s'era appena aggiunta una tremenda catastrofe naturale che seppellì migliaia e migliaia di uomini e centinaia di paesi, è bastata — diciamo — una frase del presidente del Consiglio — felice ed arguta per alcuni, non felice per altri, ma che ad ogni modo non aveva alcuna meditata importanza politica — per far passare in seconda linea, oltre il resto, anche il terremoto ; e per una settimana l'Italia non ebbe davanti agli occhi altra grande questione che questa : se la « diligenza ministeriale » si fosse trasformata davvero in una automobile blindata ed armata di mitragliatrici...
      « Noi crediamo — sia lecito di dirlo senza eufemi-
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Storia della Grande Guerra d'Italia
Volume 10. La calata dei prosseneti (Gli inviati straordinari)
di Isidoro Reggio
Istituto Editoriale Italiano
pagine 181

   

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