Storia della Grande Guerra d'Italia di Isidoro Reggio

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      LA CALATA DEI PROSSENETIaggressiva, più giovane, più varia, più rapida, più capace di vittoria.
      Alleati della Germania, a cose finite noi avremmo forse il Trentino e Tunisi, ma avremmo altresì la porta di casa nostra ancora in mano all'Austria, e nel Mediterraneo una potenza militare e commerciale germanica che soffocherebbe la nostra navigazione, i nostri traffici, il nostro espansionismo industriale, e finirebbe col minacciare la nostra sicurezza territoriale.
      Noi — confessava apertamente il Fauro — siamo ancora troppo deboli per poter competere in qualsiasi campo con uno Stato tanto forte da tener da « solo » l'egemonia dell'Europa, o star con esso, senza diventarne vassalli. Se vediamo che un tale Stato sta per giungere a tale fortuna, dobbiamo — per il bene nostro, per il sacro egoismo d'Italia — fare del nostro meglio per render vana la sua impresa. Questo è il caso della Germania, e non delle potenze dell'Intesa, delle quali nessuna può pretendere ima egemonia europea, e che domani si urteranno tutte in discordie dalle quali potremo sempre guadagnare qualche cosa.
      « Con la Germania imperialistica — concludeva il Fauro — potremo trattare quando avremo, come essa ha già, le unghie del leone. Ce le faremo vincendo in guerra il formidabile esercito tedesco, conquistando i nostri confini, partecipando voracemente alla divisione dell'eredità turca. Il principe Biilow è pregato di ritornare più tardi. »
      L'on. Arturo Labriola si espresse in questi termini :
      « Il signor von Biilow è il solo uomo politico non mediocre che oggi conti il mondo politico tedesco. Possiamo esser grati alla Germania della sua attenzion» di avercelo scelto così. Ma egli darà prova della sua intelligenza rinunziando a un'impresa impossibile : conservare l'Italia nell'ossequio degli Imperi Centrali. Sarebbe meglio che egli dimostrasse le sue attitudini col persuadere l'Austria a cedere il Trentino e la linea del-1 Isonzo, che almeno ci assicurerebbe da improvvise aggressioni. A questo patto potrebbe l'Italia continuare
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Storia della Grande Guerra d'Italia
Volume 10. La calata dei prosseneti (Gli inviati straordinari)
di Isidoro Reggio
Istituto Editoriale Italiano
pagine 181

   

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