La Guerra Italo-Austriaca 1915-1919 di Paolo Pallavicini

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      Si seppe allora che i delegati austriaci che si erano allontanati per comunicare coi loro governi ritornando non avevano più ritrovato la fronte da cui erano passati. La loro automobile era piombata nella bufera della irruzione italiana, che avanzava allora su Trento. Vennero trattenuti dalle nostre avanguardie Gncl'è non poterono farsi riconoscere. Alle nostre truppe essi annunziarono "che il Governo austriaco aveva ordinato la cessazione delle ostilità, che l'armistizio era accettato". Facevano (osi, giuocando sull'equivoco, un tentativo disperato per rompere l'impeto dell'inseguimento. Su vari altri punti del fronte, dei parlamentari austriaci, venuti incontro alle nostre colonne, spargevano le stesse notizie che costringevano dei comandi italiani, perplessi a domandare istruzioni.
      Su questo grave episodio il generale Badoglio reclamò spiegazioni. Quando i plenipotenziari si ritrovarono in seduta plenaria, ricordata la legge italiana che punisce i propalatori di notizie false, chiese come quei delegati austriaci che erano rientrati nella mattinata giustificassero i loro annunzi fatti alle nostre truppe.
      Il generale Weber rispose che il Governo austriaco aveva accettato l'armistizio e ordinato la cessazione delle ostilità, e che quei delegati avevano creduto di annunciarlo.
      Ma l'accettazione del Governo austriaco — venne a lui obiettato — riguarda i plenipotenziari austriaci, i soli delegati e autorizzati a discutere e concludere. L'armistizio non può essere stabilito che dai plenipotenziari. E' soltanto la loro accettazione che ne determina la validità. Questa accettazione non era ancora avvenuta.
      Un ultimo tentativo venne fatto dal capitano di corvetta von Zwierkowskv il quale sostenne la tesi che dovevasi considerarsi cessazioni delle ostilità il momento in cui l'Austria aveva accettato l'armistizio, non già il momento prima dell'armistizio stesso; quindi gli italiani dovevano rilasciar liberi tutti gli austriaci catturati in questo lasso di tempo, essendo la loro cattura illegale.
      La discussione si intrecciò, rapida, animata. L'armistizio — dissero i plenipotenziari italiani -— nasce al momento della sua firma, non da approvazioni lontane o incontrollabili. Lo strumento di accettazione del Governo austriaco è costituito dai suoi plenipotenzia-


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La Guerra Italo-Austriaca 1915-1919
di Paolo Pallavicini
Società Libraria Italiana New York
1919 pagine 519

   

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