La Guerra Italo-Austriaca 1915-1919 di Paolo Pallavicini

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      Fra i caduti per la controffensiva austriaca sul Carso vi fu il colonnello Ruffino che era alla testa del suo magnifico reggimento. Infuriava tremenda l'azione nemica contro la posizione ch'egli teneva. Dopo il bombardamento, l'attacco. Bisognava balzar fuori dai rifugi e respingerlo. In mezzo alla mischia il colonnello vide che i suoi soldati esitavano; le mitragliatrici austriache avevano aperto un fuoco intensissimo, terribile ventaglio che spazzava il terreno. Il colonnello incurante della mitraglia, delle pallottole, degli scoppi delle granate, di tutta quella pioggia infernale si slan ciò in mezzo ai soldati, sull'orlo della trincea, si aggrappò colle mani accuratamente inguantate, giunse a salire sopra il cumulo dei sacchetti, si drizzò in piedi e, dall'alto, li incitò ad avanzare.
      — Gli austriaci devono essere respinti; ragazzi, se guitemi !
      E mentre, spinti dall'esempio, i suoi fanti lo seguivano, una palla lo coglieva in fronte e lo fulminava.
      Dobbiamo ancora ripetere che le modeste proporzioni di questo libro non consentono descrivere tutte quelle pagine consacrate nella nostra storia dal valore di tanti eroi. E' giuocoforza spigolare nel gran campo dei nostri grandi morti e dei grandi che la guerra non ci tolse: gli esempi degni d'essere ricordati sono infiniti.
      Il re diede la medaglia d'oro al principe Maurizio Gonzaga di Venezia tenente generale comandante di divisione perchè fu egli fattore primo di quelle gesta I memorabili che nelle operazioni compiute nei mesi dimaggio e giugno ci resero padroni del Vodice. i La stessa alta decorazione toccava al colonnello Ugo Pizzarello da Macerata (che venne poi in missione ne-i gli Stati Uniti), il quale sempre in mezzo ai suoi soldati per dividerne le sorti, in un violento contrattacco nemico, il 25 giugno sul Monte Ortigara, più volte con tuso eppoi gravemente colpito in fronte, volle rimanere sul posto, raro esempio di amor di patria di sentimento del dovere e di indomito coraggio.
      Anche il maggiore Randaccio morto in seguito a ferite riportate nell'eroico episodio del limavo ebbe la medaglia d'oro.
      E accanto agli ufficiali superiori ecco il caporale Biagio Lammoglia di Amantea in provincia di Cosenza che il re decora di motu proprio colla medaglia d'oro per un seguito di atti eroici e perchè fu "sempre eI — 291 —


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La Guerra Italo-Austriaca 1915-1919
di Paolo Pallavicini
Società Libraria Italiana New York
1919 pagine 519

   

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