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Geografia e Geologia

L. De Marchi
Francesco Vallardi Milano, 1929, pagine 436

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a cura di Federico Adamoli

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   stato e impero
   Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Russia e Stati baltici non vi è possibilità di una precisa delimitazione, e i trattati hanno imposto contini affatto innaturali. La difficoltà fu risolta, provvisoriamente, fra potenze dominatrici di grandi estensioni produttive, e che, dovendo pensare al loro sfruttamento, non hanno prossime ragioni di conflitto, tracciando confini ideali secondo meridiani e paralleli, come tra l'America (coli'Alaska) e il Canadà e tra le colonie inglesi, belghe, francesi e italiane dell'Africa.
   La linea di confine è generalmente anche una linea di dogana e anche sotto questo rapporto si comprende che un confine naturale, specialmente acqueo (mare o fiume) presenta maggior facilità, di sorveglianza.
   Esso non deve d'altra parte rappresentare un impedimento troppo grave agli scambi commerciali, nei periodi di pace. Anche sotto questo riguardo le Alpi presentano condizioni eccezionalmente favorevoli nella grande rete di valli trasversali e longitudinali e nei numerosi valichi di facile accesso anche alle ferrovie.
   118. Stato e Impero. — Col crescere progressivo della popolazione e l'intensificarsi della produzione e dei commerc,, si comprende che il territorio di uno Stato non possa più bastare alla necessità della vita fisica ed economica che in esso si svolge. Uno stato vitale può trovarsi nella necessità o nella tentazione di espandersi.
   Vari sono i modi di questa espansione o conquista di territori appartenenti a stati contigui; espansione della popolazione su territori vergini o suscettibili di uno sfruttamento maggiore e che vengono in qualche forma sottoposti alla sovranità dello stato invadente; o espansione della popolazione su territori di altri stati, che l'assorbono. L'espansione può avvenire cioè o per conquista, o per colonizzazione, o per emigrazione. Quest'ultima rappresenta una perdita per lo stato che la permette: perdita di energia di lavoro e di difesa e perdita del capitale consumato per l'allevamento e l'addestramento dell'emigrato fino al momento del suo distacco dalla patria.
   I grandi imperi dell'antichità si formarono per conquista: l'impero persiano che sotto Dario d'Istaspe si era stabilito su un territorio di oltre 7 milioni di chilometri quadrati, l'impero macedone ancora più vasto, e, più stabile, l'impero romano. Tentativi analoghi si possono dire quelli dell'impero di Carlo Magno nel secolo IX, dell'impero arabo nel