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Geografia e Geologia

L. De Marchi
Francesco Vallardi Milano, 1929, pagine 436

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a cura di Federico Adamoli

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   religioni
   Le lingue ora più diffuse sono l'inglese, parlato da quasi 150 milioni d'uomini, lo spagnolo (coll'atline portoghese), che si può dire la lingua di tutti i paesi americani a sud degli Stati Uniti ed è parlato da circa 00 milioni, Varabo per il mondo mussulmano, il chinese (col tibetano) parlato da circa 380 milioni, e le lingue slave che, con piccole differenze, si estendono a gran parte dell'Europa orientale. Mentre, colla formazione dei grandi stati europei, molte lingue erano discese al grado di dialetti locali sotto il predominio, spesso imposto, della lingua di stato, il ricostituirsi in indipendenza dopo la grande guerra mondiale di molti piccoli stati, europei e coloniali, ha moltiplicato il numero delle lingue nazionali, aumentando le ragioni di reciproca incomprensione.
   Religioni. — La religione è l'espressione più profonda dello spirito umano, che sente il mistero della vita e della morte, dal quale è legato colla natura che lo circonda, colle generazioni del passato e col futuro dell'oltretomba. Le religioni si possono dividere in tre gruppi: pagane, naturalistiche e monoteiste, che rappresentano evoluzioni successive delle rappresentazioni e della funzione della religione nei varii gradi di civiltà.
   Religioni pagani sono quelle dei popoli primitivi dominati specialmente dalla paura dei fenomeni naturali e della morte, paura per la quale si dà anima e eulto anche agli oggetti inanimati (animismo e feticismo) e si popola la natura di spiriti, specialmeute cattivi, che bisogna propiziarsi con sacrifici e scongiurare per mezzo di intermediari (stregonij. Esse dominano tra le razze nere e gialle, meno progredite, benche una traccia se ne riscontri in tutte le superstizioni dei popoli anche più progrediti. Nei paesi nei quali si sviluppò fin dall'antichità una estesa civiltà agricola sorsero religioni naturalistiche, nelle quali sono divinizzate le forze della natura •e le personalità che seppero vincerle (eroi), come nel Brah-manesimo indiano, nelle religioni greco-romane e nel culto giapponese e cinese degli antenati. In esse si svilupparono anche forme elevate di culto e di pensiero religioso e morale come il Buddismo e il Confucianismo.
   L'area occupata dalle religioni monoteiste, che, colla concezione (nelle altre religioni ancora indistinta) di un Dio solo e della immortalità dell'anima, rappresenta un'elevazione, anche nelle masse, della coscienza della propria dignità umana, corrisponde nelle linee generali all' area occupata dalla razza bianca. Tra esse le religioni mussulmane si estendono prevalentemente alle zone dei deserti e delle steppe, in un'area che corrisponde presso a poco a quella compresa entro V isojeta