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Geografia e Geologia

L. De Marchi
Francesco Vallardi Milano, 1929, pagine 436

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a cura di Federico Adamoli

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   razzi'.
   Australia ed isole della Melanesia) e si distingue per le labbra turgide, il naso schiacciato, i capelli lanosi e raggruppati in ciuffi.
   Si ammetteva anche una razza rossa, o Americana, ma ormai si ritiene che l'America sia stata prevalentemente occupata da popoli asiatici, di razza gialla, dipendendo il colore della pelle (Pelli Rosse) da colorazione artificiale. Così pure le isole della Polinesia sarebbero state popolate da asiatici o da neri della Melanesia.
   In questa grande classificazione basata principalmente sul colore della pelle è necessario tuttavia riconoscere dei sottogruppi, in base a caratteri discriminativi. Cosi gli Australiani e i Melanesiani non si possono riunire colla razza negra africana, perchè hanno colore meno cupo, maggior prognatismo e capelli lisci; e i neri dell'India (Dravidi, che sono probabilmente i residui della popolazione primitiva) hanno naso sporgente, labbra sottili e capelli lisci. I Polinesiani si distinguono dalla razza gialla per caratteri fisionomonici che li avvicinano al tipo europeo, acquistati probabilmente collé abitudini marinaresche; gli In di o Indiani delle due Americhe si distinguono dai popoli asiatici per l'alta statura, il naso grande e spesso aquilino, la fronte stretta, il viso lungo, gli zigomi sporgenti.
   Prodotto di miscele di razze sono gli Indiani (miscela di razza bianca colla nera originaria), i Lapponi ed Ostiachi (di razza bianca e gialla), i Malesi, che occupano anche parte del Madagascar (di popoli polinesiaci e mongolici, ambedue originariamente di razza gialla), gli Indios dell'America del sud, fusione degli aborigeni cogli spagnoli e portoghesi. Ciascuna di queste razze e sottorazze diverse occupa nelle sue masse più compatte aree diverse, ma, per le frequenti invasioni e trasmigrazioni, ognuna di esse lasciò anche gruppi in mezzo ad altre, colle quali non riuscirono a fondersi: così le invasioni mongoliche lasciarono isole di popoli asiatici tra le popolazioni bianche (Ungheresi, Turchi, Finni): la schiavitù radicò molti milioni di neri negli Stati Uniti: gruppi di razza bianca si trovano ormai diffusi fra tutte le razze, in tutte le terre.
   È difficile spiegare la diversità delle razze con una origine unica della specie umana (monogenismo); perciò alcuni sostennero una molteplicità originaria di specie umane (poligenismo), ipotesi che però è generalmente esclusa.
   Non si può escludere l'influenza del diverso ambiente fisico (clima tropicale o temperato, continentale o oceanico, desertico o stepposo o forestale, piano o montuoso, ecc.), influenza di cui possiamo constatare gli effetti anche nel breve periodo di pochi secoli. Così i negri degli Stati Uniti hanno notevolmente modificato il loro tipo originario, mentre i bianchi che vi sono stabiliti da pochi secoli hanno assunto il tipo Yankee, che li avvicina agli indigeni pellirossa: gli inglesi stanziati in Australia assumono dopo tre generazioni tipo più meridionale (occhi e capelli neri) e i Boeri (olandesi) dell'Africa australe hanno assunto qualche